
Cosa intendiamo con Yantra Yoga?
A differenza dello yoga più conosciuto in Occidente (Hatha Yoga), lo Yantra Yoga è un sistema dinamico che combina:
- Movimento: serie di sequenze fluide coordinate con il respiro.
- Respiro: tecniche ben precise di inspirazione, espirazione e apnea (ritenzione), chiamate pranayama.
- Consapevolezza: presenza mentale costante durante la pratica.
Ogni sequenza (yantra) è progettata per armonizzare l’energia interna (lung, o vento vitale) e favorire equilibrio fisico, mentale ed emozionale.
Il ritmo del respiro guida il movimento, e non il contrario: è questa una delle caratteristiche distintive rispetto ad altri tipi di yoga.
Pratico Yantra Yoga da ormai due anni e lo trovo una risorsa inestimabile, autentica e profonda. Mi ha insegnato le infinite possibilità del nostro respiro come medicina, motore del corpo, strumento di connessione e VITA.



Valori fondamentali
Lo Yantra Yoga non è solo una ginnastica o una tecnica di rilassamento, ma un percorso di trasformazione interiore. I suoi valori cardine includono:
- Universalità: pur radicato nel buddhismo tibetano, lo Yantra Yoga è aperto a tutti, indipendentemente dal credo religioso.
- Armonia tra corpo, respiro e mente: il corpo diventa un veicolo per coltivare presenza e chiarezza mentale.
- Consapevolezza nel momento presente: la pratica richiede attenzione costante aiutando la mente a divenire stabile e meno soggetta a distrazioni.
- Equilibrio energetico: attraverso la regolazione del respiro si armonizzano i canali energetici, migliorando vitalità e salute.
- Trasmissione autentica: l’apprendimento diretto da un insegnante qualificato garantisce la fedeltà alla tradizione millenaria. E questa caratteristica è sempre meno comune nell’ambito olistico!
Origini e significato
Sapevi che lo Yantra Yoga (Trul Khor in tibetano, letteralmente “l’unione del sole e della luna”) è una delle tradizioni yogiche più antiche al mondo, risalente al VIII secolo?
Secondo la trasmissione tradizionale, fu introdotto in Tibet dal grande maestro Padmasambhava e codificato dal maestro tibetano Vairochana, che ricevette l’insegnamento in India dal pandit Vairochana e dal maestro Shri Singha.
La fonte scritta principale è il testo tibetano “L’Unione del Sole e della Luna” di Vairocana, che unisce respirazione, movimento e consapevolezza. Questi insegnamenti vennero preservati nella scuola Dzogchen del buddhismo tibetano, rimanendo segreti per secoli e trasmessi solo da maestro a discepolo.
Negli anni ’70, il maestro Dzogchen Chögyal Namkhai Norbu iniziò a insegnare lo Yantra Yoga in Occidente, adattandolo senza snaturarne l’essenza e mantenendo intatta la precisione delle sequenze.
Quindi perchè praticare Yantra Yoga?

In Tibetano Yoga si dice Naljor. Naljor non significa, come in sanscrito “unione”, bensì “conoscenza della condizione primordiale” o ancora meglio “scoperta della propria vera condizione”
Infatti è proprio questo lo scopo ultimo di chi pratica Yoga ed in particolare Yantra Yoga: attraverso l’utilizzo contemporaneo del corpo (primo livello), dell’energia-prana (secondo livello) e della mente (terzo livello) possiamo raggiungere la vera conoscenza, attraverso la conoscenza di noi stessi.
La pratica Yantra dovrebbe sempre iniziare con 8 movimenti (Lungsang) legati a 8 tecniche di respirazione, che servono ad allenare la nostra capacità di veicolare correttamente il prana; proseguire poi con due serie di 5 movimenti (Tsigjong e Tsadul) ed infine le varie serie Yantra complete.


